SFONDARE LE PORTE DELL'ESSERE
Incontro con Pietro G. Bortolotti

"In arte , come diceva Picasso , non si cerca : si trova " Risoluto al limite della perentorietà, Pietro G. Bortolotti percorre da tre decenni un sentiero artistico coerente e impavido, caratterizzato dall'inarrestabile sfondamento di porte successive di quell'edificio labirintico che è l'animo umano. Un viaggio ben delineato, una serie di tappe con-seguenti che rimandano al Giano bifronte della mitologia romana - sia come protettore di ogni porta e di ogni azione scardinante che come collante di conoscenza fra passato e futuro - e che l'artista compie al buio ma sempre in grado di trovare la chiave che apre l'orizzonte del senso successivo. Dalla figura umana, riconoscibile, dei talenti della musica Jazz, ai personaggi austeri della high society; dalle sequenze di richiamo cinematografico, capaci di cogliere la mutante mutazione degli istanti, all'enigma metafisico dei blu di oggi che entrano nel dettaglio, caldo e frammentato, di talloni, mani e ginocchia, per suggerire un approccio dinamicamente volto alla costantemente avvicinabile ma mai raggiungibile ricerca dell'essenza dell'umano esistere. "La mia evoluzione sembra una zoomata che entra sempre più nel particolare. Dapprima una ripresa grandangolare, poi una focalizzazione sulla figura centrale, quindi il particolare. Un modo di conoscere che parte da lontano e colloca l'Uomo nel suo mondo, per poi verificare i paesaggi del suo volto e infine il tentativo di entrarci dentro." Sei uno spietato indagatore dell'animo umano… "Credo che la mia arte disponga di una buona dose di cattiveria, indispensabile per penetrare l'interiorità umana" Come fai a trasmettere atmosfere calde e vibranti usando colori freddi? "Anzitutto io sono un amante del bianco e nero nel cinema e nella fotografia, per il senso di mistero e profondità che le sue sfumature possono offrire. Uso pochi colori , gioco sulla loro tonalità, creo un buio di fondo e faccio emergere le luci ed i volumi . *. Immagino che la figura sia gia' dentro al quadro e che per farla emergere basti togliere il superfluo che le sta intorno. " E infatti Bortolotti non è interessato ad eventi eccezionali ma piuttosto proteso a trovare l'eccezionalità insita nell'evento banale, quotidiano. Nel tentativo di stupire anzitutto se stesso, ritraendo una mano che pensa, una caviglia che spera.

Daniele Bondi

Jul-12-2004


Daniele Bondi, scrittore , drammaturgo e giornalista,e' nato a Pavullo e vive a Modena.Ha scritto i romanzi " A immagine e somiglianza" ( Ed. TRacce - 2000 ) , " Schiavi della liberta' " ( Ed. Clandestine - 2003 ) e " L'Enigma del Pentagramma " ( Graus Editore - 2007). Con lo psicologo Antonio Luce ha pubblicato il saggio " il mondo non verbale" ( Marco Binci Editore - 2005 e 2007 ). Laureato in Economia e laureando in Filosofia , Bondi ha scritto oltre 20 racconti e vinto 8 premi letterari.    Per il teatro ha scritto la commedia " Una Torta per Modena Capitale " (2005) e il dramma storico " Raimondo e Cristina" ( vincitore del Fiorino d'Argento al Premio Firenze.                                                                                                     
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