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I GRANDI DEL JAZZ NELLA PITTURA DI PIETRO G. BORTOLOTTI
di Franco Pone |
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Venti anni or sono , Pietro G. Bortolotti dava inizio alla sua grande avventura di pittore, tutta dedicata allo studio della figura umana, che fin dal principio ha affrontato con un taglio fortemente innovativo : il ritratto, genere glorioso e antichissimo , notevolmente trascurato e decaduto ai nostri tempi ,entra ,attraverso la sua pittura , nel vivo della contemporaneita' arricchendo di un'altra fresca unita' la schiera gia' folta di talenti artistici giovani e meno giovani di cui Pavullo, questo delizioso centro dell'Appennino modenese va giustamente orgoglioso. E, come molti di quei talenti , ha incominciato precocemente , da autodidatta , seguendo una vocazione irresistibile. Dopo pochi anni , con sorprendente rapidita', guidato soprattutto dall'ispirazione e dall'istinto , ha acquisito la tecnica, direi quasi la manualita' , tutti gli strumenti del " mestiere " , che , nel suo caso , come meglio vedremo , sono nuovi , raffinati e particolarmente aderenti alle sue peculiarita' stilistiche , al suo estro di fondo. Con esatto intuito visivo , sociale e psicologico ,ha selezionato gli elementi dell'espressionismo europeo piu' idonei alla composizione dei suoi mirabili ritratti, rimuovendo le deformazioni, le punte di grottesco e di caricaturale che caratterizza l'espressionismo tipico delle provocanti denunzie , delle crude polemiche sociali e politiche , ed esaltandone invece la forza di concisione e di immediata , diretta captazione fisionomica , in modo da rendere con la massima efficacia le sembianze del soggetto , e da cogliere non soltanto i tratti della somiglianza fisica ma la "presenza", la "vita" stessa del personaggio , ripreso nelle componenti esteriori e interiori , nella sua totalita' e identita' specifica. L'artista ha cosi' creato una straordinaria galleria di immagini, sia di persone scelte nell'ambito familiare che nel contesto dei rapporti sociali e della vita quotidiana , sia tra personalita' eminenti nel mondo dell'arte e della cultura ( Beckett , Braque , Mahaler , Pound , Siqueiros ...... ). Ma non e' della sua produzione pittorica complessiva che vogliamo qui occuparci , bensi' concentrarci su una parte - peraltro quantitativamente e qualitativamente cospicua - della produzione stessa, una parte che si distingue per la specificita' del tema , la particolare originalita' e sottigliezza della tecnica , la rilevanza dei risultati , da considerare eccezionali , tanto sul piano pittorico in senso stretto che da un punto di vista piu' largamente artistico e culturale. Si tratta della serie di ritratti dedicata ai maestri e protagonisti del jazz , che Bortolotti ha iniziato solo dal 1987 e che e' andato in poche anni arricchendo fino a raggiungere un totale di oltre trenta opere , tra oli su tela ( che e' la tecnica piu' frequente ), acquerelli , tempere e acrilici , cui si aggiunge un numero pressoche' uguale di disegni. La serie comprende i ritratti dei piu' grandi compositori , esecutori e cantanti contemporanei di jazz , quasi tutti americani e in prevalenza neri , con l'inclusione di alcuni europei , tra cui l'italiano G.C. Schiaffino , insegnante di musica jazz al Conservatorio di Siena . Citiamo tra le figure piu' note : Duke Ellington , Miles Davis ,Charlie Parker , Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan , Sonny Rollins, Chet Baker, Dexter Gordon, Dizzy Gillespie, Charlie Mingus, Gary Burton, Gil Evans,......... Sono artisti che , sulla scia di una gia' lunga catena di precursori , hanno dato e danno il loro contributo alla ricerca di nuove espressioni nell'ambito della musica occidentale, innestandovi fresche energie , slanci e fermenti creativi che spesso filtrano magicamente da remote radici. La preferenza data da Bortolotti a un tema che e' in pari tempo singolare, interessante e impegnativo , risponde a una scelta decisamente congeniale, perche' il pittore ha amato e praticato la musica jazz fin da ragazzo , e suona attualmente il basso elettrico nel quintetto " Pavullo Jazz Band " , costituito nel 1990 , prima formazione del genere nel Frignano. Va aggiunto che non e' certo un caso che le due mostre di maggior successo da lui tenute finora siano quella al Palazzo dei Priori di Perugia , nel luglio 1988 , in concomitanza col festival " Umbria Jazz " , e quella a Milano , nel dicembre 1992 , in occasione di un importante concerto jazz , al " Capolinea " , uno dei piu' noti ritrovi europei di musica jazz , in cui sono passati musicisti famosi come Miles Davis , Dizzy Gillespie , Art Blakey , Chet Baker e molti altri. L'opera di Bortolotti esemplifica un genere di sinergia tra discipline artistiche che ci persuade ben piu' di altre " corrispondenze " ( per usare la parola e il concetto formulati da Baudelaire ) , di cui avvertiamo l'incertezza e l'estrema soggettivita' , pure nelle proposte di grandi artisti , come " il suono giallo " di Kandinskij o il parallelismo tra le vocali e i colori tracciato da Rimbaud nei famosi versi di Vojelles. Nel caso in esame, concorda anche il giudizio di un valente percussionista italiano , Tullio Depiscopo , che , nel catalogo della mostra perugina di Bortolotti , aveva scritto che " si fondono mirabilmente " nella sua pittura l'amore dell'arte e l'amore per la musica jazz. E non e' da credere che la convergenza o corrispondenza in questione sia soltanto un fatto di scelta tematica e di accostamenti estrinseche , perche' anzi l'incontro tra musica e pittura avviene , in primo luogo, proprio nell'essenza stessa dell'opera di Bortolotti. Forme e colori assumono un movimento e una forza espressiva tali da allargare i limiti della figurazione spaziale e da mimare sorprendentemente , sulla superficie della tela e della carta , la dimensione temporale , l'andamento ritmico della musica. Il nero domina in questi dipinti , e non certamente in omaggio al colore della pelle dei personaggi raffigurati. Anche se ci sarebbe molto da dire sull'impiego persistente di tale colore nella pittura moderna e contemporanea , bastera' qui osservare che nei quadri di Bortolotti la funzione del nero non e' puramente cromatica , ne' diretta a esaltare i valori drammatici , simbolici , devozionali della luce , come nei pittori secenteschi , o le atmosfere gotiche e fantastiche dei romantici. Il gioco di ombre e le variazioni sul nero , unitamente alle luci radenti e ai getti folgoranti di altre cromie che dal nero potenziano l'efficacia , concorrono, con una veemenza che definiremo impressionistica , in sintonia, con l'espressionismo delle figure, a creare un'atmosfera calda e vibrante , animata e dinamica , che e' l'atmosfera tipica di quella musica , di quel mondo . Altri elementi contribuiscono spesso a completare la caratterizzazione di quegli scenari elettrizzanti : le figure dei musicisti non solo , ma gli strumenti e le attrezzature musicali, e certi particolari struggenti : gli occhi magnetici , perduti in una visione ossessiva , di Miles Davis ; le sue mani : nervose, eloquenti , frementi di vita propria .......Ma, benche' vi dominino le tonalita' notturne , le figure e gli ambienti dipinti da Bortolotti sono ben distanti dalla staticita' e fissita' del bianco e nero della fotografia , e richiamano , piuttosto , le suggestioni visive dei film "espressionisti " del cinema muto, benche' l'artista sia troppo giovane per averne una conoscenza sufficientemente significativa : ed e' questa un'altra convergenza che , sia pure in linea indiretta e marginale , si aggiunge a quelle gia' osservate. Partendo da un genere del tutto tradizionale , qual e' il ritratto , e da uno dei movimenti d'avanguardia piu' incisivi del nostro secolo , come l'espressionismo , Bortolotti e' pervenuto a una pittura nuova , capace , a nostro giudizio , di soddisfare pienamente aspettative culturali e sensibilita' artistiche dei contemporanei : diremmo anche : una pittura esemplare , nel senso che mette in atto un procedimento tipico da cui l'arte post - moderna riceve giustificazione e validita' : vivificare il gia' concluso e usurato ( si tratti di figurazione o astrazione , di tradizione o avanguardia storica ) con un apporto originale e personale , ossia autenticamente creativo. |
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